Lo stress lavoro-correlato è uno dei rischi più diffusi e, al tempo stesso, sottovalutati. Settembre, con la ripresa dei ritmi lavorativi, è spesso il periodo in cui emergono i primi segnali. La normativa italiana (D.Lgs. 81/08) impone alle aziende la valutazione di questo rischio, che non è solo un obbligo legale, ma anche una forma di tutela verso i propri collaboratori.
Cos’è lo stress lavoro-correlato
Secondo l’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, lo stress lavoro-correlato si verifica quando le richieste dell’ambiente lavorativo superano le capacità del lavoratore di affrontarle.
I sintomi possono essere fisici (mal di testa, disturbi del sonno), psicologici (ansia, irritabilità) o comportamentali (calo della concentrazione, assenteismo).
Obblighi normativi per le aziende
Il D.Lgs. 81/08 prevede la valutazione del rischio stress lavoro-correlato come parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Non si tratta solo di adempiere alla legge: gestire correttamente questo rischio significa migliorare clima aziendale e produttività.
Strategie di prevenzione
- Formazione del personale per riconoscere i segnali precoci.
- Sorveglianza sanitaria mirata, con visite mediche e colloqui con il medico competente.
- Welfare aziendale: flessibilità oraria, supporto psicologico, iniziative di team building.
- Ascolto dei lavoratori: creare canali di comunicazione aperti e condivisi.
I vantaggi per le aziende
- Aumento della produttività.
- Riduzione delle assenze e del turnover.
- Miglioramento del benessere organizzativo e dell’immagine aziendale.
Lo stress lavoro-correlato non va sottovalutato: prevenirlo significa investire nelle persone.





